EduLab » Lingua italiana http://www.edulingualab.org Tue, 23 Aug 2011 14:55:02 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.1.3 “Edu-calcio”: il torneo di calcio dell’Edulingua in cui tutti vincono! http://www.edulingualab.org/cultura/edu-calcio-il-torneo-di-calcio-delledulingua-dove-tutti-vincono/ http://www.edulingualab.org/cultura/edu-calcio-il-torneo-di-calcio-delledulingua-dove-tutti-vincono/#comments Mon, 04 Jul 2011 16:34:51 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=829 Fra le varie attività offerte dalla scuola ogni mese c’è il torneo internazionale di calcio a 5. Per ogni squadra vengono sorteggiati studenti differenti per età, nazionalità, cultura e sesso. Pluralismo e divertimento non sono gli unici obiettivi. Il torneo è infatti anche un’occasione per lavorare inizialmente in classe, per poi apprendere la lingua in contesti stimolanti e divertenti fuori dall’aula.
Il calcio nel Belpaese è lo sport più amato e seguito: una buona occasione per parlare di cultura? E come comunicano in campo calciatori di diversi Paesi? Le attività extra-didattiche previste nel programma mensile sono sempre coordinate con il lavoro nelle classi. E allora, per preparare i calciatori al torneo, non sono necessarie solo preparazione atletica e voglia di divertirsi, ma anche la lingua.

Prima del torneo, nelle lezioni di italiano, si ha l’occasione per lavorare con il lessico del calcio o per esempio con l’imperativo che sarà fondamentale per percepire le istruzioni dell’allenatore. 
Cosa si vince? Alla fine del torneo la squadra prima classificata alza l’ambito Trofeo Edulingua! C’è anche un riconoscimento per il miglior giocatore, ma alla fine vincono tutti coloro che partecipano sul campo e quelli che fanno il tifo fuori! Buon divertimento!!!

 

Prof. Daniele

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Nel cuore dell’Impero Asburgico http://www.edulingualab.org/cultura/nel-cuore-dellimpero-asburgico/ http://www.edulingualab.org/cultura/nel-cuore-dellimpero-asburgico/#comments Mon, 06 Jun 2011 09:02:37 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=812 È stato un doppio viaggio incantevole quello che Alessandra e Luca hanno affrontato nel cuore dell’Impero della principessa Sissi. Da Venezia oltre le Alpi fino a Klagenfurt, Graz, Vienna e poi Bratislava. In due tappe hanno visitato le più prestigiose istituzioni dove si studia la lingua e la cultura italiana presentando il lavoro di Edulingua e, nello specifico, due dei percorsi che il prof. Di Dio presenta da anni con crescente successo. Tra questi, di grande attualità è la storia del nostro paese attraverso le canzoni che, nei festeggiamenti del centocinquantenario, assume ovviamente un significato particolare. festa 11 All’Università di Graz la prof.ssa Simona Bartoli-Kucher ha organizzato proprio quest’anno un corso per rivivere la storia d’Italia attraverso la letteratura e il cinema e pertanto la lezione di Luca ha trovato negli studenti un giusto retroterra su cui poggiarsi. Quell’ora e mezzo piena di immagini e musica ha permesso loro di integrare le loro conoscenze con un percorso unico, fonte di tanta motivazione per il lavoro quotidiano di studio della cultura italiana.

Così come presso i Comitati Dante Alighieri di Klagenfurt e Vienna la conferenza, proprio per la sua efficacia comunicativa e la capacità di coinvolgere anche emotivamente, ha rappresentato un felice momento nell’offerta formativa delle Istituzioni. Due sale splendide, pubblico numeroso e partecipe e due organizzatrici d’eccezione, Trude Graue e Cristina Del Gobbo che in prima linea dimostrano tutta la loro professionalità senza risparmiarsi.

La Dante di Graz, cui vanno i ringraziamenti nella persona della prof.ssa Edith Korisek e della prof.ssa Assunta Sunna, ha invece voluto offrire ai propri soci una “cena dantesca”… un evento di particolare coinvolgimento in cui la conoscenza di Dante Alighieri e del territorio marchigiano si unisce alla piacevolezza di mangiare e bere insieme, festa 01 conversando affabilmente e scambiando esperienze reciproche. Un vero e proprio “Convivio”.

A chiudere il percorso Bratislava, dove il prof. Di Dio ha incontrato una ventina di insegnanti d’italiano membri del Cefis (Centro di Formazione Italo-Slovacco). È incredibile pensare come la nostra lingua sia così studiata in un paese di poco più di 4 milioni di abitanti. Grazie al prezioso coordinamento del prof. Matteo Verga e alla professoressa Rosangela Libertini si è svolto un interessante confronto di tecniche sull’uso della canzone nella classe di lingua, dando vita a quella “comunità di pratica” che Edulingua, sin dal momento della sua nascita, si sforza con successo di creare. Una rete di biunivocità in cui il gusto tutto laboratoriale di approfondire tanti aspetti della lingua italiana affascina prima i docenti che gli studenti. Perché è solo nella consapevolezza che insegnare una lingua e una cultura è “il mestiere più bello del mondo” che si comunica un entusiasmo contagioso… quello che abbiamo visto e sperimentato negli ambienti in cui le persone che ci hanno ospitato operano. Con successo ed eleganza!

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A spasso tra le sculture http://www.edulingualab.org/cultura/a-spasso-tra-le-sculture/ http://www.edulingualab.org/cultura/a-spasso-tra-le-sculture/#comments Fri, 27 May 2011 16:22:08 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=805 A pochi passi dalla nostra scuola esiste una sorprendente raccolta di sculture che da tempo compongono una sorta di galleria d’arte contemporanea all’aria aperta. Il protagonista di questa insolita, quanto interessante iniziativa è l’artista Fernando Caciornia, apprezzato scultore di Castelraimondo che, oltre ad esporre le proprie opere, è l’ideatore di un evento di successo, “il Simposio Internazionale di Scultura”. Questa manifestazione ospita valenti scultori da tutto il mondo che, scalpelli in mano, creano in pochi giorni i loro pregevoli lavori. Molte di queste opere rimangono poi a decorare il viale vicino alla nostra scuola, dando un’opportunità molto bella ai nostri studenti di mettere alla prova le loro abilità lessicali nel descrivere le sculture, nel confrontarle, nel decidere quali preferiscono e molto altro ancora. Quante belle attività si possono fare quando finalmente si esce dall’aula e ci si immerge nell’Italia vera, non mediata da manuali, audio o video. Ecco qual è il vero materiale autentico da usare, per chi insegna l’italiano a stranieri in Italia…basta aprire la porta dell’aula!

Ecco un breve commento di questa esperienza “estetica” di Ben, studente degli Stati Uniti della classe B1 di Daniele:

Questa esperienza era non solo divertente, ma anche informativa. (…) Anche, descrivere l`arte è una cosa che non facciamo spesso, e allora era un opportunità per imparare.

La nostra opera era uno scultura di marmo bianco. Era alta e grande, e anche un pò grezza e un lavoro molto detagliato. C`erano molte case, un grande edificio, una chiesa e molte strade. Tutte le case e anche l`edificio avevano le finestre. L´artista è una donna, si chiama Marzia, lei è un`appassionata della città e d`arte. Con questa opera Marzia voleva combinare il suo amore per il città e l´arte. Quest`opera si chiama “Una città del mondo”. Tutte le parte sono una cosa sola – delle strade alle case. Le finestre sono quase tutto aperte. Queste finestre sono una vista dentro un mondo in cui siamo tutti uniti.
È una visione di un mondo possibile.”

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Risorse per l’italiano: la Treccani 2.0 http://www.edulingualab.org/didattica/risorse-per-litaliano-la-treccani-2-0/ http://www.edulingualab.org/didattica/risorse-per-litaliano-la-treccani-2-0/#comments Tue, 24 May 2011 14:18:53 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=801 Nel post precedente si dibatteva di scelte editoriali nel mondo dell’italiano a stranieri, tra chi ancora crede nel potenziale delle pubblicazioni cartacee e chi si orienta verso i nuovi media digitali. Anche il pregevole blog Incroci ne ha parlato recentemente, a testimoniare l’attualità del tema. Aggiungo oggi un ulteriore nota a riguardo.

Sempre alla ricerca di nuovi materiali e strumenti per l’insegnamento, sono capitato poco fa nel sito dell’Enciclopedia Treccani. Mi è sembrato di viaggiare nel tempo, era la mitica enciclopedia che ai tempi della nostra infanzia conteneva tutto lo scibile umano, o quasi. Costosissima, da comprare a rate con i venditori che venivano a casa, per raccontare quanti vantaggi la famiglia avrebbe avuto nel fare quell’investimento culturale… Nell’epoca di internet e dell’IPhone ci si potrebbe domandare se le enciclopedie cartacee siano ancora vendute a sufficienza e se questo tipo di mercato durerà a lungo, ma la cosa interessante è che la Treccani ha un inaspettato sito ricchissimo di contenuti, utili sia agli studenti che ai docenti. Innanzi tutto sono consultabili le voci dell’enciclopedia, così come è davvero eccellente il vocabolario, ricco di voci ben spiegate e con molti esempi. E’ interessante notare come sia possibile in ogni definizione esprimere il proprio gradimento, attraverso l’ormai famigerato tasto “Like” di Facebook, si possa condividere la voce sui vari social network, ma anche sia possibile segnalare alla redazione un commento in proposito e si possa anche incorporare una definizione sul proprio blog. Ecco un esempio:

Blog

Vocabolario on line

blog ‹blòġ› s. ingl. [accorc. di weblog] (pl. blogs ‹blòġ∫›), usato in ital. al masch. – Diario elettronico, allocato in un sito web e continuamente aggiornabile, corredato in genere degli eventuali commenti (detti post) dei visitatori.

Leggi tutto

I materiali interessanti non finiscono qui, visto che il bello viene con le varie sezioni culturali presenti nel sito. Entrando nella sezione dedicata alla lingua italiana troviamo davvero tanti contenuti di notevole spessore, ma vorrei segnalare in particolare gli articoli tematici del Magazine (quello sui numeri nella lingua italiana è eccellente!).

Ci sono poi le domande sui dubbi linguistici (che, per caso, voi ne avete??), i neologismi, i sinonimi regionali e molto, molto altro. Davvero un sito da non perdere e, magari, da consultare in viaggio sul proprio telefonino.

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Scelte editoriali a confronto http://www.edulingualab.org/scuola-edulingua/scelte-editoriali-a-confronto/ http://www.edulingualab.org/scuola-edulingua/scelte-editoriali-a-confronto/#comments Thu, 12 May 2011 10:59:03 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=795 Ispirato dall’odierna inaugurazione del Salone Internazionale del Libro di Torino, mi sono messo a curiosare nei siti dei vari editori di italiano per stranieri, rimandendo colpito da un paio di nuove proposte, tanto interessanti quanto, in un certo senso, divergenti.

L’Alma Edizioni ha da pochi giorni presentato a Buenos Aires una nuova rivista cartacea di lingua e cultura italiana destinata al pubblico sudamericano, dal titolo “Cartabianca”. L’idea editoriale sarebbe quella di mettere in collegamento chi lavora nell’ambito della ricerca e della docenza dell’italiano in America Latina. La competenza professionale dei componenti del comitato scientifico e redazionale, nonché del direttore responsabile Carlo Naddeo, sono sicuramente una garanzia della qualità della proposta. Potete trovare qui il primo editoriale del direttore scientifico Alejandro Patat.

La Guerra Edizioni lancia invece in occasione del Salone di Torino l’innovativa versione per IPad e Android del corso d’italiano “Nuovo Rete”, noto manuale realizzato da Paolo Balboni e Marco Mezzadri. Devo ammettere che si tratta di una lodevole proposta, molto sensibile ai recenti mutamenti mediatici e culturali della nostra società. Sembrerebbe un modo ideale per coniugare l’appredimento formale ed informale di studenti sempre più protagonisti del loro apprendimento.

In conclusione potremmo dire che nel mondo dell’italiano a stranieri ci sono ancora tanti spazi per scelte divergenti, che siano la nascita di un’ulteriore rivista cartacea per gli addetti ai lavori o il debutto di un manuale da mettere sul telefonino o l’IPad. Alla fine, al di là delle scelte spesso dettate dal mercato, il successo di un’iniziativa si misura sempre nel tempo, in base ai reali contenuti che si realizzano.

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Inglese “glottodidattico” http://www.edulingualab.org/cultura/inglese-glottodidattico/ http://www.edulingualab.org/cultura/inglese-glottodidattico/#comments Wed, 17 Nov 2010 15:58:28 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=677 Questo mio intervento vuol essere risposta ironica e insieme tentativo di proficuo approfondimento alla splendida provocazione che, non più di due mesi fa, Giorgio ha lanciato su queste pagine [http://www.edulingualab.org/cultura/linglese-porta-fortuna/] a proposito dell’eccessivo utilizzo di anglicismi nella nostra lingua.

Se, infatti, noi docenti di italiano siamo i primi a stracciarci le vesti a quella che a volte sembra essere una vera e propria ‘colonizzazione’, basta dedicarsi a qualche approfondimento glottodidattico (pratica cui ogni buon insegnante dovrebbe riservare almeno settimanalmente qualche ora della propria attività) per trovare aspetti sorprendenti.

Da un lato, infatti, è inevitabile leggere i nomi ‘originali’ dei principali metodi che hanno rivoluzionato il panorama dell’educazione linguistica da metà novecento in poi: Natural approach, Total Physical Response, Silent way, Lexical approach, anche se poi traduciamo il “metodo comunicativo” e soprattutto – per evidenti problemi con la grafia originale – il “metodo suggestopedico” di Lozanov.

Però, dall’altro, nel preparare la nostra lezione (fortunatamente è rarissimo sentire unit o lesson) curiamo con particolare attenzione la comprensibilità dell’input, di cui ci accertiamo raccogliendo feedback ai vari esercizi, siano essi dei pattern drill, composti di vari items, o attività più motivanti come dei cloze o diverse forme di drammatizzazione quali Role play, Role taking, Role making, e via dicendo.

Eh già, perché siamo molto attenti a che i nostri studenti, nell’avvicinare la loro interlingua alla lingua target, usino correttamente la funzione di monitoring indicata da Krashen, mettendo a frutto ogni skill nell’eseguire i task assegnati.

Che poi lo span di memoria e la lunghezza dei chunk lessicali siano adeguati ad attivare il chunking, è fondamentale, perché oggi in molti riconoscono che il core della lezione sta proprio in un adeguato focus sul lessico.

Ogni ascolto che si rispetti è preceduto da un brainstorming e il percorso si chiude sempre con un’attività di testing che possa evidenziare le migliori performance all’interno del project work.

Se poi affrontiamo aspetti culturali, attenzione al background dello studente e lavoriamo sulla cultural awareness perché non rifuggiamo il melting pot prediligendo modelli più educativi.

Per fortuna anche qui resiste un po’ di sano latino quando proponiamo correzioni in plenum e prepariamo il nostro syllabus.

Potrei continuare il simpatico elenco (assemblato da me, ma dopo un’attenta lettura di un unico libro!) citando l’importanza della conoscenza degli script o copioni situazionali, il setting, il ranking, e via dicendo, ma credo che il concetto sia chiaro… noi docenti di italiano LS o L2 dobbiamo avere una conoscenza, non dico ottima, ma quantomeno adeguata della lingua inglese pena il non poter far bene il nostro lavoro.

Una riflessione conclusiva, però – lasciando da parte l’aspetto scherzoso – è d’obbligo. Se, infatti, all’interno di una “comunità scientifica” o comunque che condivide una passione (come il poker, ad esempio) è gioco forza l’uso di una microlingua che possa far ricorso nei suoi aspetti lessicali a numerosi prestiti e calchi per inseguire una necessaria sinteticità e monoreferenzialità dell’enunciato, lasciar passare come normale l’utilizzo di week end per fine settimana e di wine bar per enoteca è forse troppo…

Che volete che vi dica? Alla pubblicità di Mc Donald’s che anche in Italia si conclude con un banale I’m lovin’ It preferisco molto di più il nostrano Gigi Proietti che – sia caffè o qualsiasi altro prodotto – ci invita caldamente ad un gustoso… a me me piasce!

Luca Di Dio – luca@4links.it

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L’inglese porta fortuna? http://www.edulingualab.org/cultura/linglese-porta-fortuna/ http://www.edulingualab.org/cultura/linglese-porta-fortuna/#comments Wed, 08 Sep 2010 17:30:48 +0000 edulingua http://www.edulingualab.org/?p=645 Tra gli innumerevoli ambiti in cui la lingua italiana paga pesantemente dazio al “fascino” degli anglismi, ce n’è uno che mi è balzato all’attenzione recentemente. Si tratta del mondo della fortuna e del gioco.

Fino a pochi anni fa gli italiani sognavano “un terno al lotto” e “speravano di fare tredici”; anche una semplice “tombola” rionale garantiva qualche brivido. Oggi si spera di realizzare un “jackpot” o un “bingo”, si vorrebbero risolvere i propri problemi con un “Win for Life”, con le “slot”, con gli “skill games”, con il poker. Alla disperata caccia del numero “superstar”, magari in tornei “freeroll”, siamo pronti ad armarci di un ormai indispensabile dizionario di inglese e tentare la sorte. Resiste impavido solo il vecchio “Gratta e Vinci”, in tutta la sua colorita e ruspante espressività italiana.

Sembrerebbe che i tanti gestori del gioco e delle scommesse in Italia abbiano oramai deciso di importare da noi tutti i termini usati in inglese, per rendere forse più affascinante ed “esotico” il miraggio di una vittoria. Se un “montepremi” poteva forse sembrare una “vetta” troppo ardua da scalare e poco attraente, la parola “jackpot” ha il potere di evocare in ogni giocatore l’attrattiva di un casinò virtuale, tra mucchi di banconote e cascate di monete, come nei tanti film che abbiamo visto per anni.

Un breve discorso a parte lo merita il Poker che, negli ultimi tempi, è diventato un vero e proprio fenomeno di costume anche tra i giovanissimi, sospinto da canali televisivi, siti internet e continue pubblicità. Qui gli anglismi diventano un gergo per adepti, un linguaggio specialistico, tanto che i classici termini italiani che un tempo si usavano in questo gioco sono stati completamente soppiantati da una serie infinita di calchi importati dall’inglese. La cosa inquietante è che poi la gente si gioca – purtroppo – anche ingenti somme di denaro, dovendosi muovere in un universo lessicale complicatissimo. Vi faccio un esempio, riportando un brano preso da un sito sul Texas Hold ‘em, il tipo di Poker che ora impazza in Italia:

Ci troviamo ad un tavolo cash, seduti sul bottone, con un centinaio di Big Blind davanti a noi. Un giocatore paristack (decente ma abbastanza loose) seduto in MP, apre il piatto con un bet di 4bb, noi spilliamo A-Q suited e decidiamo, questa volta, di limitarci ad una flat call anziché effettuare un raise. Il resto del tavolo folda“.

Non ci sarebbe molto da aggiungere, il testo si commenta da solo. Neanche con la Stele di Rosetta ci si capirebbe qualcosa. Mi dicono, comunque, che nel gioco la parola “tris’ ancora si usi; se non altro un po’ di latino ancora resiste!

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